Condizioni Generali di Fornitura

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CONDIZIONI GENERALI DI FORNITURA (rev. 2404)

 

1.       AMBITO DI APPLICAZIONE

a)     Le presenti condizioni generali di fornitura (di seguito, “Condizioni Generali”), unitamente alle condizioni particolari e a tutti gli altri documenti contrattuali alle stesse allegati (es. schede tecniche, tariffari, specifiche, elaborati progettuali, etc.) (di seguito, “Condizioni Speciali”) costituiscono congiuntamente e nel loro complesso il contratto sottoscritto tra il Cliente e THOR ENERGIA SRL (di seguito, il “Contratto”).

b)     Le Clausole contenute nelle presenti Condizioni Generali trovano integrale applicazione, salvo che non sia diversamente stabilito nelle Condizioni Speciali. In caso di contrasto, le clausole delle Condizioni Speciali prevalgono su quelle contenute nelle presenti Condizioni Generali.

c)     Con la sottoscrizione del Contratto, sia in forma autografa sia in forma digitale o elettronica, il Cliente dichiara di aver preso visione e di aver accettato integralmente ed incondizionatamente anche i contenuti delle presenti Condizioni Generali coi relativi allegati.

2.       OGGETTO DEL CONTRATTO

a)     Con la sottoscrizione del Contratto, il Cliente affida a THOR ENERGIA SRL, che accetta, l’incarico di prestare i Servizi specificati nella Conferma d’Ordine di THOR ENERGIA SRL e nelle eventuali Condizioni Speciali, per il periodo e alle altre condizioni ivi individuate. Tutte le attività non espressamente indicate sono escluse dal presente accordo, come ad esempio non esaustivo:

·       Eventuali oneri d’istruttoria;

·       Servizio di progettazione tecnica;

·       Studi di fattibilità esecutiva: servizi quantificabili su richiesta;

·       Project Management specialistica;

·       Pratiche incentivi e doganali per nuovi progetti specifici: servizi quantificabili su richiesta;

b)     THOR ENERGIA SRL organizzerà e svolgerà al meglio tutte le attività che siano necessarie, accessorie o utili alla prestazione dei Servizi. THOR ENERGIA SRL potrà eseguire prestazioni ed attività accessorie avvalendosi di terze parti. Resta inteso che la parte responsabile nei confronti del Cliente rimarrà sempre THOR ENERGIA SRL.

3.       VARIAZIONE AI SERVIZI

a)     Il Cliente avrà diritto di richiedere a THOR ENERGIA SRL eventuali modifiche da apportare ai Servizi (di seguito, “Variazioni”).

b)     Le Variazioni non potranno essere considerate comprese nei Servizi del presente contratto né nel corrispettivo contrattuale, salvo espressa accettazione di THOR ENERGIA SRL.

c)     In mancanza di espressa accettazione di THOR ENERGIA SRL le richieste di Variazione avanzate dal Cliente dovranno essere regolamentare da uno specifico Contratto di Fornitura.

4.       CORRISPETTIVO, VARIABILITÀ DEI PREZZI, FATTURAZIONE E PAGAMENTI

a)     Il corrispettivo per l’esecuzione dei Servizi oggetto del Contratto, le modalità di fatturazione e pagamento degli stessi saranno quelli indicati nelle Condizioni Economiche della Conferma d’Ordine.

b)     Restano a carico del Cliente tutte le spese, gli oneri accessori ed i costi sostenuti per l’esecuzione del Contratto nonché per la prestazione dei Servizi (ivi compresi oneri o spese per le pratiche autorizzative, i costi per viaggi, trasporti locali, trasferte, vitto e alloggio) sia propri che degli Ausiliari e Sostituti. THOR ENERGIA SRL avrà la facoltà di conteggiare tali spese in modo forfettario o ricomprenderle nel costo dei Servizi. Se non espressamente specificato, queste spese saranno addebitate al Cliente sulla base del tariffario vigente al momento del Servizio.

c)     Nel caso in cui si rendesse necessaria la revisione del corrispettivo, THOR ENERGIA SRL invierà tramite PEC dall’indirizzo           thor-energia@pec.it la propria richiesta al Cliente specificandone la motivazione. Il Cliente dovrà accettare o rifiutare espressamente la richiesta entro 2 (due) settimane dal ricevimento della richiesta suddetta. Qualora il Cliente rifiuti la richiesta di THOR ENERGIA SRL o non comunichi la propria intenzione entro 2 (due) settimane dal ricevimento della stessa, THOR ENERGIA SRL potrà rinunciare all’incarico. Sarà comunque dovuto a THOR ENERGIA SRL il pagamento delle attività fino a quel momento effettuare che saranno fatturate e pagate con lo stesso criterio previsto per il saldo di fine lavori.

d)     La fatturazione dei Servizi, salvo diversi accordi comunicati per iscritto, sarà effettuata secondo i termini indicati nelle Condizioni Economiche. Il cliente dovrà comunicare eventuali difformità entro 5 (cinque) giorni dalla ricezione delle stesse.

e)     I pagamenti delle fatture dovranno essere effettuati entro i termini indicati nelle Condizioni Economiche. In caso di ritardo nei pagamenti THOR ENERGIA SRL potrà sospendere le attività previste nell’incarico o rinunciare all’incarico stesso comunicandolo per iscritto al Cliente. In caso di sospensione eventuali termini di consegna previsti nel contratto saranno conseguentemente prolungati di pari periodo. In caso di ritardo nei pagamenti matureranno anche gli interessi di mora ai sensi e per gli effetti dell’art. 5 del D.Lgs. 231/2002, senza la necessità di preventiva messa in mora.

5.       DURATA DELL’ACCORDO

a)     Il presente accordo avrà efficacia a decorrere dalla data indicata nel frontespizio della Conferma d’Ordine o, in mancanza di essa, dalla data di Conferma d’Ordine da parte di THOR ENERGIA SRL e resterà in vigore fino al completamento di tutte le obbligazioni in esso disciplinate.

b)     Il Cliente potrà recedere anticipatamente dal contratto riconoscendo a THOR ENERGIA SRL, oltre ai compensi relativi alle attività effettuate, un’ulteriore somma pari al 30% del Corrispettivo complessivo a titolo di penale.

c)      Servizi Ricorrenti: Qualora i Servizi oggetto del contratto hanno carattere ricorrente (es. Servizi annuali) la data di decorrenza e la durata viene indicata nel frontespizio o nei documenti allegati. Alla scadenza il contratto si intende automaticamente rinnovato per la stessa durata salvo disdetta da parte del Cliente da inviare a THOR ENERGIA SRL 90 gg prima della scadenza.

6.       FORZA MAGGIORE

a)     I termini di esecuzione dei Servizi potranno essere differiti per un periodo uguale alla durata di una Causa di Forza Maggiore che si dovesse verificare nel corso dell’esecuzione del Contratto (inclusi, a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, epidemie e pandemie, calamità naturali; inondazioni, incendi, terremoti o esplosioni, guerre, insurrezioni, aggressioni, minacce o atti terroristici, disordini di piazza, misure о attività poste in essere da autorità governative o amministrative).

b)     THOR ENERGIA SRL si impegna a comunicare immediatamente al Cliente, via PEC dall’indirizzo thor-energia@pec.it, l’insorgere ed il cessare di detti impedimenti con la stima, ove possibile, della relativa durata.

c)      Qualora la Causa di Forza Maggiore persista per oltre 3 (tre) mesi solari consecutivi, le Parti avranno il diritto di recedere dal Contratto.  Sarà comunque dovuto a THOR ENERGIA SRL il pagamento delle attività fino a quel momento effettuare che saranno fatturate e pagate con lo stesso criterio previsto per il saldo di fine lavori.

7.       RESPONSABILITA’ E RITARDI IMPUTABILI AL CLIENTE – ESCLUSIONE DI RESPONSABILITA’ IN CAPO A THOR ENERGIA SRL

a)     Il Cliente è responsabile dell’autenticità, correttezza e completezza dei documenti e delle informazioni che saranno forniti a THOR ENERGIA SRL. Eventuali ritardi nell’esecuzione dei Servizi, o di parte di essi, per cause imputabili al Cliente e pregiudizievoli al rispetto dei termini di consegna, daranno diritto a THOR ENERGIA SRL ad una proroga dei termini di consegna di un numero di giorni pari a quello dei giorni di ritardo imputabili al Cliente. Inoltre THOR ENERGIA SRL potrà addebitare al Cliente eventuali costi e attività sostenute a causa dell’erroneo o ritardata consegna dei documenti da parte del Cliente.

b)     Il cliente si impegna sin da subito ad esonerare da responsabilità, nonché a manlevare e tenere indenne la società, i propri dipendenti ed i propri collaboratori da qualunque azione per danni, perdite, passività, inadempimenti e violazioni normative che siano derivanti da erroneità o non veridicità dei dati, delle informazioni o dei documenti forniti dal cliente a THOR ENERGIA SRL per l’espletamento del proprio incarico.

c)     Qualora i servizi prestati da THOR ENERGIA SRL comportino l’utilizzo da parte del cliente di impianti per la cui accensione e per il cui primo utilizzo serve un’autorizzazione da parte degli Enti competenti, THOR ENERGIA SRL sarà da considerarsi totalmente esonerata da qualunque responsabilità derivante dalla suddetta accensione non autorizzata e da ogni conseguenza derivante dalla suddetta accensione.

8.       PIANO TRANSIZIONE 5.0

a)     Con la sottoscrizione del presente contratto, sia che essa avvenga con firma autografa che con firma digitale o elettronica, il cliente dichiara di aver letto e compreso il contenuto dell’articolo 38 del Decreto legge 2 marzo 2024, n. 19 “Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)” avente ad oggetto il Piano Transizione 5.0, di seguito riportato quale Allegato 1 da considerarsi parte integrante delle condizioni generali stesse.

b)     Rispetto agli adempimenti posti in essere da THOR ENERGIA SRL in ossequio a quanto previsto dall’articolo 38 del Decreto legge 2 marzo 2024 n. 19, il cliente si impegna sin da subito ad esonerare da responsabilità, nonché a manlevare e tenere indenne la società, i propri dipendenti ed i propri collaboratori da qualunque azione per danni, perdite, passività, mancato riconoscimento del credito di imposta, inadempimenti e violazioni normative che siano derivanti da erroneità o non veridicità dei dati, delle informazioni o dei documenti forniti dal cliente a THOR ENERGIA SRL per l’espletamento del proprio incarico, anche con riferimento alla redazione della relazione ex ante. Per contro, THOR ENERGIA SRL è da intendersi responsabile solo nei casi in cui agisca in esecuzione del presente contratto con dolo o colpa grave ed è da considerarsi esente da qualunque responsabilità per inadempimenti, quali a titolo esemplificativo il mancato riconoscimento del credito di imposta, per motivi che prescindono dall’incarico svolto dalla società.

9.       CLAUSOLA RISOLUTIVA ESPRESSA

a)     THOR ENERGIA SRL potrà risolvere di diritto ex art. 1456 cc il presente contratto nel caso di omesso e/o parziale e/o ritardato pagamento da parte del Cliente, dei corrispettivi previsti nelle modalità e termini pattuiti.

b)     THOR ENERGIA SRL potrà inoltre risolvere di diritto il presente contratto in caso di totale o parziale inadempienza degli obblighi indicati ed attribuiti al Cliente.

10.    SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO

Il cliente si impegna ad osservare, nei confronti del personale coinvolto nell’esecuzione del contratto, tutte le vigenti disposizioni in materia di tutela del lavoro, assicurativa, previdenziale e trattamento retributivo. Il cliente si impegna a mettere a disposizione di THOR ENERGIA SRL, su richiesta di quest’ultimo, tutta la documentazione idonea a dimostrare che lo stesso abbia assolto ai suddetti obblighi, compreso il Documento di Valutazione dei Rischi. Il mancato rispetto di tale previsione darà diritto a THOR ENERGIA SRL di risolvere il Contratto ai sensi dell’art. 1456 c.c.

11.    LEGGE APPLICABILE E FORO COMPETENTE

Il presente contratto è regolato in via esclusiva dalla legge italiana. Le Parti convengono che eventuali controversie inerenti alla validità, interpretazione ed efficacia del presente accordo nonché quelle che dovessero derivare dall’inosservanza delle relative prescrizioni o dall’inesatta, parziale o mancata esecuzione delle obbligazioni reciprocamente assunte, saranno devolute alla competenza esclusiva del Foro di Mantova, con esclusione espressa di qualunque altro foro eventualmente concorrente.

12.    PATTO DI RISERVATEZZA

Le Parti si impegnano a non utilizzare, né in tutto né in parte, le informazioni riservate, di cui verranno a conoscenza, per fini diversi da quanto costituisce oggetto dell’attività di consulenza derivante dal presente accordo; si impegnano inoltre a non divulgare e/o comunicare a terzi, né in tutto né in parte, né in forma scritta né orale o grafica o su supporto magnetico o in qualsiasi altra forma, le suddette informazioni riservate senza il preventivo ed espresso consenso dell’altra parte.

13.    PRIVACY E TRATTAMENTO DATI SENSIBILI

Con riferimento ai dati personali che potranno essere trattati nell’ambito del presente Contratto, sia il cliente che THOR ENERGIA SRL agirà nel rispetto della normativa applicabile in materia di protezione dei dati personali ed in particolare del Regolamento UE 2016/679 e ss.mm. e del D.Lgs. 196/03, D. Lgs. 101/18 e successivi emendamenti.

Allegato 1

Decreto legge 2 marzo 2024, n. 19 “Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)”, articolo 38 Piano Transizione 5.0.

1.              Al fine di sostenere il processo di transizione digitale ed energetica delle imprese, in attuazione di quanto previsto dalla decisione del Consiglio ECOFIN dell’8 dicembre 2023 e, in particolare, di quanto disposto in relazione all’Investimento 15 – «Transizione 5.0», della Missione 7 – REPowerEU, è istituito il Piano Transizione 5.0.

2.              A tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato e alle stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito dell’impresa, che negli anni 2024 e 2025 effettuano nuovi investimenti in strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, nell’ambito di progetti di innovazione da cui consegua una riduzione dei consumi energetici, è riconosciuto, nei limiti delle risorse di cui al comma 21, un credito d’imposta proporzionale alla spesa sostenuta per gli investimenti effettuati alle condizioni e nelle misure stabilite nei commi successivi.

3.              Il credito d’imposta di cui al comma 2 non spetta alle imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, o sottoposte ad altra procedura concorsuale prevista dal regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, dal codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, di cui al decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14, o da altre leggi speciali, o che abbiano in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni. Sono, inoltre, escluse le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231. Per le imprese ammesse al credito d’imposta, la spettanza del beneficio è comunque subordinata al rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili in ciascun settore e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

4.              Sono agevolabili gli investimenti in beni materiali e immateriali nuovi, strumentali all’esercizio d’impresa di cui agli allegati A e B annessi alla legge 11 dicembre 2016, n. 232, e che sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura, a condizione che, tramite gli stessi, si consegua complessivamente una riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva localizzata nel territorio nazionale, cui si riferisce il progetto di innovazione non inferiore al 3 per cento o, in alternativa, una riduzione dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento non inferiore al 5 per cento. Ai fini della disciplina del presente articolo, rientrano tra i beni di cui all’allegato B alla legge 11 dicembre 2016, n. 232, ove specificamente previsti dal progetto di innovazione, anche: a) i software, i sistemi, le piattaforme o le applicazioni per l’intelligenza degli impianti che garantiscono il monitoraggio continuo e la visualizzazione dei consumi energetici e dell’energia autoprodotta e autoconsumata, o introducono meccanismi di efficienza energetica, attraverso la raccolta e l’elaborazione dei dati anche provenienti dalla sensoristica IoT di campo ( Energy Dashboarding ); b) i software relativi alla gestione di impresa se acquistati unitamente ai software, ai sistemi o alle piattaforme di cui alla lettera a) .

5.              Nell’ambito dei progetti di innovazione che conseguono una riduzione dei consumi energetici nelle misure e alle condizioni di cui al comma 4, sono inoltre agevolabili: a) gli investimenti in beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, a eccezione delle biomasse, compresi gli impianti per lo stoccaggio dell’energia prodotta. Con riferimento all’autoproduzione e all’autoconsumo di energia da fonte solare, sono considerati ammissibili esclusivamente gli impianti con moduli fotovoltaici di cui all’articolo 12, comma 1, lettere a) , b) e c) del decreto-legge 9 dicembre 2023, n. 181. Gli investimenti in impianti che comprendano i moduli di cui alle lettere b) e c) concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta per un importo pari, rispettivamente, al 120 per cento e 140 per cento del loro costo. Nelle more della formazione del registro di cui all’articolo 12, comma 1, del decreto-legge 9 dicembre 2023, n. 181, sono agevolabili gli impianti con moduli fotovoltaici che, sulla base di apposita attestazione rilasciata dal produttore, rispettino i requisiti di carattere tecnico e territoriale previsti dalle lettere a) , b) e c) del medesimo articolo 12; b) le spese per la formazione del personale previste dall’articolo 31, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la transizione digitale ed energetica dei processi produttivi, nel limite del 10 per cento degli investimenti effettuati nei beni di cui al comma 4 e comma 5, lettera a) , e in ogni caso sino al massimo di 300 mila euro, a condizione che le attività formative siano erogate da soggetti esterni individuati con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy di cui al comma 17 e secondo le modalità ivi stabilite.

6.              Al fine di garantire il rispetto del principio di non arrecare un danno significativo all’ambiente ai sensi dell’articolo 17 del regolamento (UE) n. 852/2020 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2020, non sono in ogni caso agevolabili gli investimenti destinati: a) ad attività direttamente connesse ai combustibili fossili; b) ad attività nell’ambito del sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (ETS) che generano emissioni di gas a effetto serra previste non inferiori ai pertinenti parametri di riferimento; c) ad attività connesse alle discariche di rifiuti, agli inceneritori e agli impianti di trattamento meccanico biologico; d) ad attività nel cui processo produttivo venga generata un’elevata dose di sostanze inquinanti classificabili come rifiuti speciali pericolosi di cui al regolamento (UE) n. 1357/2014 della Commissione, del 18 dicembre 2014 e il cui smaltimento a lungo termine potrebbe causare un danno all’ambiente. Sono altresì esclusi gli investimenti in beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti in concessione e a tariffa nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento dei rifiuti.

7.              Il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 35 per cento del costo, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, nella misura del 15 per cento del costo, per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro e nella misura del 5 per cento del costo, per la quota di investimenti oltre i 10 milioni di euro e fino al limite massimo di costi ammissibili pari a 50 milioni di euro per anno per impresa beneficiaria. Per gli investimenti effettuati mediante contratti di locazione finanziaria, si assume il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni. Per gli investimenti nei beni di cui all’allegato B alla legge 11 dicembre 2016, n. 232 utilizzati mediante soluzioni di cloud computing, ossia con risorse di calcolo condivise e connesse, si assume anche il costo relativo alle spese per servizi imputabili per competenza.

8.              La misura del credito d’imposta per ciascuna quota di investimento prevista dal comma 7 è rispettivamente aumentata: a) al 40 per cento, 20 per cento e 10 per cento, nel caso di riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva localizzata nel territorio nazionale superiore al 6 per cento o, in alternativa, di riduzione dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento superiore al 10 per cento, conseguita tramite gli investimenti nei beni di cui al comma 4; b) al 45 per cento, 25 per cento e 15 per cento, nel caso di riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva localizzata nel territorio nazionale superiore al 10 per cento o, in alternativa, di riduzione dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento superiore al 15 per cento, conseguita tramite gli investimenti nei beni al comma 4.

9.              La riduzione dei consumi di cui al comma 4, riproporzionata su base annuale, è calcolata con riferimento ai consumi energetici registrati nell’esercizio precedente a quello di avvio degli investimenti, al netto delle variazioni dei volumi produttivi e delle condizioni esterne che influiscono sul consumo energetico. Per le imprese di nuova costituzione, il risparmio energetico conseguito è calcolato rispetto ai consumi energetici medi annui riferibili a uno scenario controfattuale, individuato secondo i criteri definiti nel decreto di cui al comma 17.

10.            Per l’accesso al beneficio, le imprese presentano, in via telematica, sulla base di un modello standardizzato messo a disposizione dal Gestore dei Servizi Energetici s.p.a (GSE), la documentazione di cui al comma 11 unitamente ad una comunicazione concernente la descrizione del progetto di investimento e il costo dello stesso. Il soggetto gestore, previa verifica della completezza della documentazione, trasmette quotidianamente, con modalità telematiche, al Ministero delle imprese e del made in Italy, l’elenco delle imprese che hanno validamente chiesto di fruire dell’agevolazione e l’importo del credito prenotato, assicurando che l’importo complessivo dei progetti ammessi a prenotazione non ecceda il limite di spesa di cui al comma 21. Ai fini dell’utilizzo del credito, l’impresa invia al GSE comunicazioni periodiche relative all’avanzamento dell’investimento ammesso all’agevolazione, secondo modalità definite con il decreto di cui al comma 17. In base a tali comunicazioni è determinato l’importo del credito d’imposta utilizzabile, nel limite massimo di quello prenotato. L’impresa comunica il completamento dell’investimento e tale comunicazione deve essere corredata, a pena di decadenza, dalla certificazione di cui al comma 11, lettera b) . Il GSE trasmette all’Agenzia delle entrate, con modalità telematiche definite d’intesa, l’elenco delle imprese beneficiarie di cui al presente comma con l’ammontare del relativo credito d’imposta utilizzabile in compensazione, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.

11.            Il beneficio è subordinato alla presentazione di apposite certificazioni rilasciate da un valutatore indipendente, secondo criteri e modalità individuate con il decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy di cui al comma 17, che rispetto all’ammissibilità del progetto di investimento e al completamento degli investimenti, attestano: a) ex ante , la riduzione dei consumi energetici conseguibili tramite gli investimenti nei beni di cui al comma 4; b) ex post , l’effettiva realizzazione degli investimenti conformemente a quanto previsto dalla certificazione ex ante . Con decreto di cui al comma 17 sono individuati i requisiti, anche in termini di indipendenza, imparzialità, onorabilità e professionalità, dei soggetti autorizzati al rilascio delle certificazioni. Tra i soggetti abilitati al rilascio delle certificazioni sono compresi, in ogni caso: i) gli Esperti in Gestione dell’Energia (EGE) certificati da organismo accreditato secondo la norma UNI CEI 11339; ii) le Energy Service Company (ESCo) certificate da organismo accreditato secondo la norma UNI CEI 11352. Il Ministero delle imprese e del Made in Italy esercita, anche avvalendosi del GSE, la vigilanza sulle attività svolte dai soggetti abilitati al rilascio delle certificazioni, verificando la correttezza formale delle certificazioni rilasciate e procedendo, sulla base di idonei piani di controllo, alla verifica nel merito della rispondenza del loro contenuto alle disposizioni di cui al presente decreto e ai relativi provvedimenti attuativi.

12.            Per le piccole e medie imprese, le spese sostenute per adempiere all’obbligo di certificazione di cui al comma 11 sono riconosciute in aumento del credito d’imposta per un importo non superiore a 10.000 euro, fermo restando il limite massimo di cui al comma 7.

13.            Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, decorsi cinque giorni dalla regolare trasmissione, da parte di GSE all’Agenzia delle Entrate, dell’elenco di cui all’ultimo periodo del comma 10 entro la data del 31 dicembre 2025, presentando il modello F24 unicamente tramite i servizi telematici offerti dall’Agenzia delle entrate pena il rifiuto dell’operazione di versamento. L’ammontare non ancora utilizzato alla predetta data è riportato in avanti ed è utilizzabile in cinque quote annuali di pari importo. L’ammontare del credito d’imposta utilizzato in compensazione non deve eccedere l’importo utilizzabile ai sensi del comma 10, pena lo scarto dell’operazione di versamento. Allo scopo di consentire la regolazione contabile delle compensazioni effettuate attraverso il modello F24 telematico, le risorse stanziate a copertura del credito d’imposta concesso sono trasferite sulla contabilità speciale n. 1778 «Agenzia delle entrate – Fondi di bilancio» aperta presso la Tesoreria dello Stato. Il credito d’imposta non può formare oggetto di cessione o trasferimento neanche all’interno del consolidato fiscale. Non si applicano i limiti di cui all’articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, di cui all’articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e di cui all’articolo 31 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito nonché della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive e non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

14.            Se i beni agevolati sono ceduti a terzi, destinati a finalità estranee all’esercizio dell’impresa ovvero destinati a strutture produttive diverse da quelle che hanno dato diritto all’agevolazione anche se appartenenti allo stesso soggetto, nonché in caso di mancato esercizio dell’opzione per il riscatto nelle ipotesi di beni acquisiti in locazione finanziaria, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di completamento degli investimenti, il credito d’imposta è corrispondentemente ridotto escludendo dall’originaria base di calcolo il relativo costo. Il maggior credito d’imposta eventualmente già utilizzato in compensazione è direttamente riversato dal beneficiario entro il termine per il versamento a saldo dell’imposta sui redditi dovuta per il periodo d’imposta in cui si verificano le suddette ipotesi, senza applicazione di sanzioni e interessi. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni dell’articolo 1, commi 35 e 36, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, in materia di investimenti sostitutivi.

15.            Ai fini dei successivi controlli, i soggetti che si avvalgono del credito d’imposta sono tenuti a conservare, pena la revoca del beneficio, la documentazione idonea a dimostrare l’effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili. A tal fine, le fatture, i documenti di trasporto e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati devono contenere l’espresso riferimento alle disposizioni di cui al presente articolo. L’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la corrispondenza delle stesse alla documentazione contabile predisposta dall’impresa devono risultare da apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti. Per le imprese non obbligate per legge alla revisione legale dei conti, la certificazione è rilasciata da un revisore legale dei conti o da una società di revisione legale dei conti, iscritti nella sezione A del registro di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39. Nell’assunzione di tale incarico il revisore legale dei conti o la società di revisione legale dei conti osservano i principi di indipendenza elaborati ai sensi dell’articolo 10 del citato decreto legislativo n. 39 del 2010 e, in attesa della loro adozione, quelli previsti dal codice etico dell’ International Federation of Accountants (IFAC). Per le sole imprese non obbligate per legge alla revisione legale dei conti, le spese sostenute per adempiere all’obbligo di certificazione della documentazione contabile previsto dal presente comma sono riconosciute in aumento del credito d’imposta per un importo non superiore a 5.000 euro, fermo restando, comunque, il limite massimo di cui al comma 7.

16.            Sulla base della documentazione tecnica prevista dal presente articolo nonché della eventuale ulteriore documentazione fornita dalle imprese, ivi inclusa quella necessaria alla verifica della prevista riduzione dei consumi energetici, il GSE, effettua, entro termini concordati con l’Agenzia delle entrate, i controlli finalizzati alla verifica dei requisiti tecnici e dei presupposti previsti dal presente articolo per la fruizione del beneficio. Nel caso in cui i controlli di cui al primo periodo nonché le verifiche documentali e in situ di cui all’art. 22 del Regolamento (UE) 2021/241 svolte dai competenti organi di controllo nazionali ed europei sia rilevata la fruizione, anche parziale, del credito d’imposta, il GSE ne dà comunicazione all’Agenzia delle Entrate indicando i presupposti, i mezzi di prova e le ragioni giuridiche su cui si fonda il recupero, per i conseguenti atti di recupero del relativo importo, maggiorato di interessi e sanzioni. Nei giudizi tributari avverso gli atti di recupero il GSE è litis consorte necessario ai sensi dell’articolo 14, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546.

17.            Con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy, adottato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentito il Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, da adottare entro 30 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto e sono stabilite le modalità attuative delle disposizioni di cui al presente articolo, con particolare riguardo: a) al contenuto nonché alle modalità e ai termini di trasmissione delle comunicazioni, delle certificazioni e dell’eventuale ulteriore documentazione atta a dimostrare la spettanza del beneficio, ivi compresa l’attestazione dell’avvenuta interconnessione dei beni al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura, della congruità e della pertinenza delle spese sostenute; b) ai criteri per la determinazione del risparmio energetico conseguito, anche in relazione allo scenario controfattuale di cui al comma 9; e dell’esistenza degli ulteriori requisiti tecnici correlati agli investimenti; c) alle procedure di fruizione del credito d’imposta, nonché di controllo, esclusione e recupero del beneficio atte a garantire il rispetto della normativa nazionale ed europea; d) alle modalità finalizzate ad assicurare il rispetto del limite di spesa di cui al comma 21; e) all’individuazione dei requisiti, anche in termini di indipendenza, imparzialità, onorabilità e professionalità, dei soggetti autorizzati al rilascio delle certificazioni ex ante ed ex post di cui al comma 11 e di quelle di cui al comma 15, nonché alle coperture assicurative di cui gli stessi devono dotarsi per tenere indenni le imprese in caso di errate valutazioni di carattere tecnico; f) all’individuazione delle eccezioni e delle specifiche connesse agli investimenti non agevolabili di cui al comma 6; g) alle modalità con le quali è effettuato il monitoraggio in ordine al concorso della misura al raggiungimento degli obiettivi in materia di cambiamenti climatici, in conformità all’allegato VI del regolamento (UE) 241/2021 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021.

18.            Il credito d’imposta di cui al presente articolo non è cumulabile, in relazione ai medesimi costi ammissibili, con il credito d’imposta per investimenti in beni nuovi strumentali di cui all’articolo 1, commi 1051 e seguenti, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, nonché con il credito d’imposta per investimenti nella ZES unica di cui all’articolo 16, del decreto-legge 19 settembre 2023, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2023, n. 162. Il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive di cui al periodo precedente, non porti al superamento del costo sostenuto. Con riferimento alla cumulabilità del credito di imposta di cui al presente articolo resta fermo quanto previsto dall’articolo 9 del regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio.

19.            Il Ministero delle imprese e del made in Italy provvede allo sviluppo, implementazione e gestione di una piattaforma informatica finalizzata a consentire l’attività di monitoraggio e controllo sull’andamento della misura agevolativa, anche ai fini del rispetto dei limiti delle risorse di cui al comma 21. La piattaforma è altresì funzionale a facilitare la valutazione, lo scambio e la gestione dei dati trasmessi dal GSE, nonché alle gestione e monitoraggio di altre misure incentivanti, in modo da individuare sinergie attivabili con altre fonti di finanziamento europee, con particolare riguardo ai settori maggiormente strategici per la competitività e l’autonomia tecnologica nazionale e dell’Unione europea, nonché a consentire l’elaborazione di un rapporto analitico sull’efficacia degli investimenti PNRR assegnati alla titolarità del Ministero delle imprese e del made in Italy.

20.            Il GSE provvede sulla base di convenzione con il Ministero delle imprese e del made in Italy, alla ricezione delle domande di prenotazione e delle comunicazioni ex post di cui al comma 11 lett. b) e di quelle, ulteriori, eventualmente previste dal decreto di cui al comma 17 relative alla rendicontazione dell’investimento e al credito di imposta spettante, all’effettuazione delle verifiche della documentazione allegata dagli istanti, nonché ai controlli di cui al comma 16 sulla base di apposita convenzione stipulata con il Ministero delle imprese e con l’Agenzia delle Entrate, con oneri a valere sulle risorse di cui al comma 21 nei limiti massimi di 45 milioni.

21.            Agli oneri derivanti dai commi da 1 a 15 del presente articolo, pari a euro 1.039,5 milioni di euro per l’anno 2024, 3.118,5 milioni di euro per l’anno 2025 e 415,8 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2026 al 2030, che aumentano in termini di indebitamento netto a 3.118,5 milioni di euro per l’anno 2024, e agli oneri derivanti dai commi 16, 19 e 20, pari complessivamente a euro 63.000.000 per l’anno 2024, si provvede a valere sulla nuova Misura PNRR M7- Investimento 15 “Transizione 5.0” finanziata dal Fondo Next Generation EU-Italia.».